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COLLANE







 
Casa di foglie

pagine 760
traduzione di Sara Reggiani, Leonardo Taiuti
isbn 9788832970944
uscita novembre 2019

disponibile dal 7 novembre 2019
Prezzo € 29,00

Un grande romanzo. Un debutto fenomenale. Incredibilmente vivo, inquietante in maniera sublime, terrificante e intelligente da togliere il fiato… Immaginate Thomas Pynchon, J.G. Ballard, Stephen King e David Foster Wallace inchinati ai piedi di Danielewski, soffocati di risate, stupore, sorpresa e soggezione
Bret Easton Ellis

Casa di foglie è la mia casa dell’orrore. 
Stephen King

Questo romanzo diabolicamente brillante è impossibile da ignorare, metter giù o anche decidersi a finirlo. Se ne comprate una copia potreste persino trovarmi fra le sue pagine, ridotto in miniatura come Vincent Prize ne La Mosca, intrappolato per sempre nella rete delle sue maligne, bellissime pagine. 
Jonatham Lethem

 

Quando la prima edizione di Casa di foglie iniziò a circolare negli Stati Uniti, affiorando a poco a poco su Internet, nessuno avrebbe potuto immaginare il seguito di appassionati che avrebbe raccolto. All’inizio tra i più giovani – musicisti, tatuatori, programmatori, ecologisti, drogati di adrenalina –, poi presso un pubblico sempre più ampio. Finché Stephen King, in una conversazione pubblicata sul «New York Times Magazine», non indicò Casa di foglie come il Moby Dick del genere horror. Un horror letterario che si tramuta in un attacco al concetto stesso di «narrazione». Qualcun altro l’ha definita una storia d’amore scritta da un semiologo, un mosaico narrativo in bilico tra la suspense e un onirico viaggio nel subconscio. O ancora: una bizzarra invenzione à la Pynchon, pervasa dall’ossessione linguistica di Nabokov e mutevole come un borgesiano labirinto dell’irrealtà. Impossibile inquadrare in una formula l’inquietante debutto di Mark Z. Danielewski, o anche solo provare a ricostruirne la trama, punteggiata di citazioni, digressioni erudite, immagini e appendici. La storia ruota intorno a un misterioso manoscritto rinvenuto in un baule dopo la morte del suo estensore, l’anziano Zampanò, e consiste nell’esplorazione di un film di culto girato nella casa stregata di Ash Tree Lane in cui viveva la famiglia del regista, Will Navidson, premio Pulitzer per la fotografia, che finirà per svelare un abisso senza fine, spalancato su una tenebra senziente e ferina, capace di inghiottire chiunque osi disturbarla.


Le recensioni della stampa
08/11/2019
Libreriamo
07/11/2019
Il Giornale
Daniele Abbiati
03/11/2019
La Lettura - Corriere della sera
Orazio Labbate
30/10/2019
Vanity Fair
Michele Neri
26/10/2019
Wired
Alessandro Raveggi
25/10/2019
Il Venerdì di Repubblica
Tiziana Lo Porto
25/10/2019
Altri Animali
Marco De Laurentis
   
 
 
     

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