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COLLANE







 
Memorie di un porcospino

pagine 180
traduzione di Daniele Petruccioli
isbn 9788896538906

Prezzo € 16,00

Narra una leggenda africana che ogni uomo ha il suo doppio «animale». Quello di Kibandi è un porcospino. Poteva essere un leone, un elefante, una giraffa, un gorilla, e invece no, è un goffo, tenero porcospino. I due sono uniti indissolubilmente da quando, quarantadue anni prima, Kibandi si è inoltrato con il padre nella foresta per bere la mayamvumbi, una disgustosa sostanza che sancisce l’iniziazione del ragazzo. Così il povero porcospino è costretto ad abbandonare i suoi simili per vivere accanto al suo doppio, che da ragazzino mite si trasforma col tempo in un feroce assassino. Vicini di casa, abitanti del villaggio: la furia di Kibandi si abbatte su chiunque abbia la sfortuna di incrociare il suo cammino. Il porcospino lo segue ubbidiente, si rende complice di efferati omicidi, finché un giorno non decide di scappare e, trovato rifugio tra le radici di un baobab, inizia a raccontare la sua storia tragicominca. 
Dopo Pezzi di vetro, giocoso inno alla letteratura, con Memorie di un porcospino Mabanckou rievoca miti e usanze della sua terra perché «i libri che sopravvivono più a lungo sono quelli capaci di reinventare il mondo, di rivisitare la nostra infanzia». D’altronde «il mondo è soltanto la versione approssimativa di una favola» e lo scrittore congolese è maestro nel fondere cultura alta e cultura popolare trasformandole in un linguaggio universale.

 


Le recensioni della stampa
17/09/2017
Il Sole 24 Ore
Lara Ricci
11/08/2017
Il manifesto
Francesca Giommi
11/08/2017
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Irene Claudia Riccardi
04/08/2017
Il Venerdì di Repubblica
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24/07/2017
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