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COLLANE







66thand2nd al Festivaletteratura di Mantova 2017
 

Dal 6 al 10 settembre si svolgerà la 21a edizione del Festivaletteratura di Mantova. Tre gli appuntamenti in programma che ci riguardano e che vedono coinvolti quattro nostri autori: Madeleine Thien, Anthony CartwrightEnrico Franceschini e William Finnegan.

Vi aspettiamo!

sabato 9 settembre
21.00 • palazzo d'arco • € 6,00
Madeleine Thien con Chicca Gagliardo
PAROLE COME MUSICA STONATA
Fu Finalista al Man Booker Prize 2016, Madeleine Thien è nata in Canada da genitori di origine cino-malese. Il romanzo Non dite che non abbiamo niente l’ha definitivamente consacrata come una delle voci più potenti ed evocative della narrativa contemporanea. Mentre in L’eco delle città vuote ci ha portato nella Cambogia di Pol Pot, in Non dite che non abbiamo niente troviamo un’evocazione straordinaria e critica della Cina del ventesimo secolo. Attraverso la musica e la vita di un pianista d’eccezione e di una sinfonia andata perduta, la scrittrice canadese racconterà le suggestioni a cui attingono i suo romanzi in dialogo con la giornalista e scrittrice Chicca Gagliardo.
Con il sostegno di Ambasciata del Canada/Focus Canada 150°.


domenica 10 settembre

11.15 • chiesa di santa paola • € 6,00
Anthony Cartwright con Enrico Franceschini
UNA PARTITA PER RICOMINCIARE
Visto in tv o vissuto sul campo da gioco, il calcio è senz’altro un impareggiabile generatore di sogni, ma è anche una cartina al tornasole che rivela le grandi speranze e le amare disillusioni di un corpo sociale. Lo sa bene lo scrittore inglese Anthony Cartwright, che in romanzi come Heartland e l’ultimo Iron Towns. Città di ferro, ha saputo raccontare le vite in declino di cittadini falcidiati dalla crisi economica, dal liberismo selvaggio, dal collasso di centri siderurgici un tempo prosperi e fiduciosi e ora costretti a fare i conti con le più disparate forme di rabbia ed esclusione. Anche in queste cupe realtà c’è sempre una partita a calcio in grado di illuminare i nostri più umani desideri, in barba all’alcool, alla deindustrializzazione e agli inverni del nostro scontento. Interrogato da Enrico Franceschini (Vinca il peggiore), il nuovo maestro del realismo
sociale britannico si racconta al pubblico del Festival.



domenica 10 settembre
17.15 • seminario vescovile • € 6,00
William Finnegan con Carlo Annese
A CAVALLO DELL’ONDA
Visto Che cos’è il surf? Uno sport estremo o una vocazione da fricchettoni? Un esotismo pop o una disciplina che richiede nervi saldi e una buona dose di follia? Per lo scrittore premio Pulitzer William Finnegan, surfare è soprattutto accettare una sfida contro la natura e noi stessi, a dispetto delle “nicchie sempre più estese di professionisti che girano con l’addetto stampa” e di una cultura di massa sempre più estranea al ruggito dell’oceano. Finnegan l’ha provata per decenni, la malìa dei flutti, rinunciando a molte sicurezze sociali per inseguire venti e maree. Nel frattempo è diventato insegnante nei ghetti di Città del Capo, reporter nelle zone calde del pianeta, marito e padre. Un giorno ha deciso di ripercorrere le tracce di una vita sulle onde nel memoir Giorni selvaggi, al centro del suo incontro con il giornalista Carlo Annese.

 

 
 
     

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