«Nasciamo in un mondo di seconda mano. Tutto ciò che per noi è nuovo lo è solo perché siamo appena nati. Ma è quello che non possiamo vedere, tutto quello che è avvenuto prima di noi ciò che i nostri genitori hanno visto, sono diventati e hanno fatto che ci avvolge, come fasce messe che qualcuno ci ha passato, anche se siamo ancora nudi. Una crepa ci attraversa, nella sua imperfezione ci unisce e allo stesso tempo ci separa, ponendoci sulle estremità opposte di un abisso. È insieme molto bello e molto triste, ma è, in fondo, la spaccatura nell’universo che ci genera».