«Gli scrittori sono prestigiatori. Scrivono parole e, se sono buone, tu credi che sia tutto vero, così come credi che un bravo mago ti abbia tirato fuori delle monetine dall’orecchio e abbia fatto sparire la sua assistente. Ma le parole sulla pagina non hanno alcun legame con chi le ha scritte. Gli scrittori vivono le vite degli altri al posto loro. Non c’è niente di autobiografico in quello che scrivo. Sono solo un uomo tranquillo che ha scritto dei racconti e la gente si è convinta che ci fosse del vero. E per questo vogliono toccarmi, ma io non sopporto di essere toccato. Prima ancora di rendermene conto mi avrebbero fatto a pezzi, come un vecchio monumento abbandonato, e ben presto di me non sarebbe rimasto niente. Ecco perché ho scelto di farmi da parte».
Brano tratto da Shoeless Joe di W.P. Kinsella pag. 101
William Patrick Kinsella
è nato nel 1935 a Edmonton, Canada. Ha trascorso l’infanzia in un’isolata fattoria del Nord e da giovane ha svolto i lavori più disparati: impiegato, assicuratore, ristoratore e tassista. Si è laureato in Arte solo nel 1974 e ha intrapreso la carriera universitaria. La sua prima opera è stata la raccolta di racconti Dance Me Outside (1977), seguita da numerosi romanzi. Buona parte della produzione letteraria di Kinsella è dedicata al baseball, la sua grande passione. È con il best seller Shoeless Joe (1982) che l’autore ha raggiunto il successo di critica e pubblico, amplificato dalla fortunata trasposizione cinematografica Field of Dreams con Kevin Costner (uscita in Italia con il titolo L’uomo dei sogni). Il romanzo ha venduto milioni di copie, ed è diventato un libro culto. Attualmente Kinsella vive a Yale, British Columbia, con la sua quarta moglie e collabora con alcuni giornali. Shoeless Joe viene pubblicato per la prima volta in una traduzione italiana.
Mohammed Naseehu Ali
è nato in Ghana nel 1971 e vive a New York dal 1988.
Il suo talento per la musica e la passione per la scrittura si sono manifestati già a nove anni. Nel 2005 ha pubblicato il suo primo racconto, Mallam Sile, sul «New Yorker», in seguito incluso nella raccolta The Prophet of Zongo Street. Il valore e l’originalità della sua opera sono stati immediatamente riconosciuti da critica e pubblico. I suoi racconti e saggi sono stati pubblicati sul «New Yorker», «New York Times», «Mississippi Review», «Essence», «Bomb» e «Gathering of the Tribes». Oltre a suonare lo jambè e il tamburo parlante, Ali si dedica alla fotografia.
Thomas Brussig
è nato a Berlino Est nel 1965. Dopo la maturità ha svolto vari lavori e ha studiato sociologia e drammaturgia. Nel 1995 ha raggiunto la popolarità con Helden wie wir, uscito in Italia con il titolo Eroi come noi (Mondadori, 1999), che ha venduto nel giro di poco tempo duecentomila copie. Grande successo anche per Am kürzeren Ende der Sonnenallee (In fondo al viale del sole, Mondadori, 2001), romanzo basato sulla sceneggiatura del film Sonnenallee di cui Brussig è coautore insieme al regista Haussmann. Prossimamente, nella collana Attese, uscirà Leben bis Männer, il palpitante monologo di un allenatore di una squadra di calcio di provincia.
, nata in Francia nel 1979, è redattore capo aggiunto del «Magazine Littéraire». La principessa e il pescatore, in parte autobiografico, ha conosciuto in Francia un grande successo di critica e di pubblico. Ha ricevuto numerosi premi tra cui il Prix Riviera, organizzato dalla Fnac di Nizza, ed è stato selezionato per il premio Goncourt. Molto apprezzato dai librai, figura tra i romanzi d’esordio più venduti in Francia e si aggiudica nel 2008 il premio Gironde Nouvelles Écritures. Il libro è stato tradotto in spagnolo con la prefazione di Enrique Vila-Matas. L’autrice ha dedicato il proprio successo letterario allo scrittore giapponese Haruki Murakami.
è nato nel 1928 nel New Jersey da immigrati italiani, si laurea alla Rutgers University nel 1951 e prima di dedicarsi alla scrittura lavora come agente di polizia e si cimenta nella boxe. Comincia a scrivere racconti di fantascienza per diverse riviste, tra cui «The Saturday Evening Post», «Cosmopolitan» e «Redbook», e contemporaneamente insegna inglese alla Florida State University. È il romanzo storico The Killer Angels, incentrato sulla battaglia di Gettysburg, a segnare la svolta nella sua carriera: uscito nel 1974 dopo anni di revisioni, gli vale nel 1975 il prestigioso premio Pulitzer. Colpito da infarto, Shaara muore nel 1988. La partita perfetta è stato pubblicato postumo per volontà del figlio, anche lui scrittore.